Leggendo la pubblicazione riguardante la cosiddetta "caccia alle streghe", mi sono interessato particolarmente degli aspetti filosofici e psicologici alla base di questi terribili eventi.
Fatti che si sono verificati soprattutto nei secoli XVI e XVII con la religione cristiana e protestante ma che affondano le loro origini molto tempo prima, addirittura secoli antecedenti la Riforma protestante.
E, come se si trattasse di una macchina del tempo, torniamo ancora una volta alla filosofia greca, non tanto a quella platonica e aristotelica, in questa analisi, quanto a quella presofista , presocratica, da una parte, e a quella post-aristotelica, nella fattispecie stoica ed epicurea.
Per quanto riguarda il primo filone filosofico, mi colpisce molto la figura di Eraclito per due ordini di considerazioni: in primo luogo per il fatto che egli e' un filosofo finalistico o teleologico, ritiene cioè che il comportamento etico delle persone sia riconducibile ad un fine e soprattutto per il fatto che esiste un'intelligenza divina e ordinatrice di tutte le cose. Questo principio si chiama arche' e viene fatto coincidere con il fuoco, non solo in senso fisico o cosmologico ma anche psicologico. Ossia il fuoco che accende gli animi di una volontà o di una forza sconosciuta che le persone non sanno di possedere.
Se solo gli inquisitori della caccia alle streghe avessero pensato alla grandezza e alla portata del la filosofia di Eraclito forse si sarebbe potuto disinnescare, almeno in parte, quella condotta repressiva nei confronti di donne che volevano semplicemente condurre l'anima verso il suo naturale percorso, senza la paura di essere giudicate e, tanto meno condannate, come, invece, purtroppo furono.
Dr. Elio Chiavassa
Psicoterapeuta
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venerdì 19 aprile 2013
giovedì 18 aprile 2013
STORIA DELLE STREGHE MEDIOEVO sintesi di Galarico
Le donne (il cui termine latino foemina derivava secondo il Malleus da fe -fede- e minus -minore-) venivano sospettate proprio in virtù del loro sesso. Le accuse erano vastissime: dal predire il futuro a preparare filtri d'amore o il malocchio. Grillot de Givry scrisse nel suo Musée de sorciers che le streghe "volano in aria cavalcando scope e caproni, uccidono i bambini per cibarsene, guariscono le malattie senza conoscere la medicina, si tramutano in animali, prendono le sembianze dei defunti, rinnegano la religione e si affidano a Satana, accoppiandosi a lui nei Sabba".
La questione del volo notturno verso il Sabba fu dibattuta da teologi e demonologi per quasi dieci secoli. Inquisitori come Bernardo da Como o Silvestro Prierias erano convinti che si potesse affermare l'essenza diabolica di una donna solo dimostrando che volava di notte. A nulla valsero le opinioni di dotti rinascimentali, come Andrea Alciato o il giurista piacentino Ponzinibio, secondo cui il volo era in realtà un effetto sulla psiche prodotto da sostanze allucinogene.
L'ottica antifemminista che prevale in questi intellettuali non è, in realtà, teologicamente nuova: di nuovo c'è ora il fatto che la donna viene considerata come una sorta di intermediaria tra l'uomo e il demonio. Siamo alla conclusione di un processo di "demonizzazione femminile" iniziato secoli prima, che ricorre con frequenza nelle satire, nei fabliaux medievali, nella trattatistica ascetica.
Uno dei primi ad avere un interesse scientifico per le sostanze psicoattive usate dalle streghe fu il medico spagnolo Andreas Laguna nel '500. Fu lui che si accorse di quali incredibili conoscenze naturalistiche avessero le donne e dell'uso che facevano di erbe che potevano indurre eccitazione psichica accompagnata da allucinazioni (anche la pelle di rospo e la coda di lucertola contengono agenti allucinogeni). Questo, per le donne, era anche un modo di emanciparsi dal ruolo di marginalità e sudditanza in cui erano sempre state tenute.
La caccia alle streghe fu un fenomeno europeo ma soprattutto in Germania (Friburgo, Bamberga...) fu particolarmente virulento. Intorno al 1590, p.es., i cattolici tedeschi bruciarono tutte le donne di due villaggi alla periferia di Treviri, nella regione del Palatinato. A Colonia, tra il 1627 e il 1630, le levatrici della città furono quasi tutte eliminate. Erano accusate di uccidere i bambini non battezzati, di praticare aborti e contraccezione.
Ma venivano mandate sul rogo anche le donne che si dedicavano alla guarigione dei malati, minacciando, con la loro conoscenza delle erbe, i poteri dei sacerdoti esorcisti. Molto sospette erano anche le vedove (che a causa delle tante guerre erano aumentate in maniera spropositata), le nubili, le cuoche, le levatrici e non venivano risparmiati neppure personaggi del mondo ecclesiale, come suore, badesse, preti e persino qualche vescovo.
Il primo tedesco che si oppose alla credenza delle streghe fu il medico calvinista Johann Weyer, morto nel 1588, ma la sua opera fu posta all'Indice dei libri proibiti e lui stesso rischiò di finire sul rogo.
Oltre alla Germania (renana soprattutto) altre zone europee molto toccate dal fenomeno furono la Stiria e il Tirolo austriaco, la Scozia calvinista, e più in generale l'Inghilterra dell'Essex (la vittima più illustre degli inglesi fu Giovanna d'Arco nel 1431), le Fiandre, la Polonia, la Svizzera, la Svezia, la Danimarca, la Norvegia, la Spagna, la Francia del sud (specie la zona dei Pirenei). In Italia si registrano persecuzioni di massa in Valcamonica, in Valtellina, nell'area del Tonale, presso i territori di Brescia e Bergamo. Nel Canton Ticino il vescovo di Milano, Carlo Borromeo, tra il 1565 e il 1583, presenziò a processi ed esecuzioni di centinaia di fattucchiere. L'inquisizione italiana, nella sola Lombardia, nei primi 30 anni del XV sec., avrebbe mietuto non meno di 25.000 vittime.
Nel 1575 nel solo regno di Francia operavano più di 100.000 tra streghe, stregoni, fattucchiere e maliarde. Ebbene, in questo periodo, nel solo distretto di Saint Claude, il magistrato Boguet fece bruciare oltre 1500 streghe, mentre in Lorena un altro procuratore generale, Nicole Remy, riuscì a far condannare a morte 800 persone in cinque anni.
Tra gli inizi del XIII sec. fino al XVII si calcola che siano state inquisite, incarcerate, torturate non meno di nove milioni di persone, di cui 1/4 o addirittura 1/3 finì sul rogo. Solo nell'anno 1486 l'inquisitore spagnolo Tomas de Torquemada ne fece ardere 6.687 unicamente nella città di Toledo. A lui si attribuiscono almeno 10.000 vittime l'anno per un quindicennio.
Le persecuzioni si attenuarono temporaneamente nel decennio 1530-40, allorché sembrava ventilarsi la ricomposizione tra cattolici e protestanti, ma ripresero con più accanito vigore nella seconda metà del '500 e soprattutto durante la Guerra dei Trent'anni (1618-1648).
Non erano soltanto i cattolici a praticare la caccia alle streghe, ma anche i protestanti. Il giudice Benedikt Carpow, inquisitore di Wittenberg, si vantò di averne mandate a morte almeno 20.000 tra il 1566 e il 1596. I protestanti mandarono sul rogo nel 1589 a Quedlinburg ben 133 streghe e altre 300 a Ellwaangen.
Solo verso la fine del 1600, quando ci si rese conto che la divisione del mondo cristiano era un fatto acquisito, le persecuzioni di massa cessarono. A dir il vero già nel corso di tutto il Seicento molti scienziati, filosofi e teologi avevano messo in dubbio l'operato delle streghe. Il dubbio cartesiano, lo sperimentalismo scientifico di Keplero, Galilei, Newton... mal si adattavano a credere agli spiriti o alle forze soprannaturali.
E così, in Francia non si accettano denunce contro i maghi già a partire dal 1682. In Gran Bretagna le leggi contro la stregoneria vengono abrogate nel 1736. Nel 1749 l'opera dell'abate Girolamo Tartarotti, "Il congresso notturno delle lamie", chiude la caccia alle streghe, indagando il fenomeno con mezzi scientifici. Forse l'ultima grande persecuzione storica può essere considerata quella di Salem nella Nuova Inghilterra, nel 1692. (Per conoscere la storia di Salem clicca qui.)
Episodi sporadici si sono tuttavia verificati anche ai giorni nostri: nel 1976, in un villaggio tedesco, Elizabeth Hahn, un'anziana donna accusata di tenere con sé, sotto forma di cani, alcuni diavoli, è stata bruciata viva; l'anno seguente qualcosa di analogo è accaduto ad Alençon in Francia; nel 1981 una folla ha ucciso in Messico a colpi di pietra una donna accusata di aver provocato, con un maleficio, l'attentato a papa Wojtyla.
Alla fine del 1998 i vertici della chiesa cattolica hanno iniziato a prendere in esame, sul piano storiografico, le responsabilità dell'Inquisizione nei secoli passati. Un simposio del Vaticano ha rivelato il numero delle condanne per stregoneria nel Seicento: furono 60.000 in Europa, che, in rapporto alla popolazione del 2005, equivarrebbero a circa 352.000.
Tratto da : http://www.homolaicus.com/storia/moderna/riforma_protestante/streghe/story3.htm
La questione del volo notturno verso il Sabba fu dibattuta da teologi e demonologi per quasi dieci secoli. Inquisitori come Bernardo da Como o Silvestro Prierias erano convinti che si potesse affermare l'essenza diabolica di una donna solo dimostrando che volava di notte. A nulla valsero le opinioni di dotti rinascimentali, come Andrea Alciato o il giurista piacentino Ponzinibio, secondo cui il volo era in realtà un effetto sulla psiche prodotto da sostanze allucinogene.
L'ottica antifemminista che prevale in questi intellettuali non è, in realtà, teologicamente nuova: di nuovo c'è ora il fatto che la donna viene considerata come una sorta di intermediaria tra l'uomo e il demonio. Siamo alla conclusione di un processo di "demonizzazione femminile" iniziato secoli prima, che ricorre con frequenza nelle satire, nei fabliaux medievali, nella trattatistica ascetica.
Uno dei primi ad avere un interesse scientifico per le sostanze psicoattive usate dalle streghe fu il medico spagnolo Andreas Laguna nel '500. Fu lui che si accorse di quali incredibili conoscenze naturalistiche avessero le donne e dell'uso che facevano di erbe che potevano indurre eccitazione psichica accompagnata da allucinazioni (anche la pelle di rospo e la coda di lucertola contengono agenti allucinogeni). Questo, per le donne, era anche un modo di emanciparsi dal ruolo di marginalità e sudditanza in cui erano sempre state tenute.
La caccia alle streghe fu un fenomeno europeo ma soprattutto in Germania (Friburgo, Bamberga...) fu particolarmente virulento. Intorno al 1590, p.es., i cattolici tedeschi bruciarono tutte le donne di due villaggi alla periferia di Treviri, nella regione del Palatinato. A Colonia, tra il 1627 e il 1630, le levatrici della città furono quasi tutte eliminate. Erano accusate di uccidere i bambini non battezzati, di praticare aborti e contraccezione.
Ma venivano mandate sul rogo anche le donne che si dedicavano alla guarigione dei malati, minacciando, con la loro conoscenza delle erbe, i poteri dei sacerdoti esorcisti. Molto sospette erano anche le vedove (che a causa delle tante guerre erano aumentate in maniera spropositata), le nubili, le cuoche, le levatrici e non venivano risparmiati neppure personaggi del mondo ecclesiale, come suore, badesse, preti e persino qualche vescovo.
Il primo tedesco che si oppose alla credenza delle streghe fu il medico calvinista Johann Weyer, morto nel 1588, ma la sua opera fu posta all'Indice dei libri proibiti e lui stesso rischiò di finire sul rogo.
Oltre alla Germania (renana soprattutto) altre zone europee molto toccate dal fenomeno furono la Stiria e il Tirolo austriaco, la Scozia calvinista, e più in generale l'Inghilterra dell'Essex (la vittima più illustre degli inglesi fu Giovanna d'Arco nel 1431), le Fiandre, la Polonia, la Svizzera, la Svezia, la Danimarca, la Norvegia, la Spagna, la Francia del sud (specie la zona dei Pirenei). In Italia si registrano persecuzioni di massa in Valcamonica, in Valtellina, nell'area del Tonale, presso i territori di Brescia e Bergamo. Nel Canton Ticino il vescovo di Milano, Carlo Borromeo, tra il 1565 e il 1583, presenziò a processi ed esecuzioni di centinaia di fattucchiere. L'inquisizione italiana, nella sola Lombardia, nei primi 30 anni del XV sec., avrebbe mietuto non meno di 25.000 vittime.
Nel 1575 nel solo regno di Francia operavano più di 100.000 tra streghe, stregoni, fattucchiere e maliarde. Ebbene, in questo periodo, nel solo distretto di Saint Claude, il magistrato Boguet fece bruciare oltre 1500 streghe, mentre in Lorena un altro procuratore generale, Nicole Remy, riuscì a far condannare a morte 800 persone in cinque anni.
Tra gli inizi del XIII sec. fino al XVII si calcola che siano state inquisite, incarcerate, torturate non meno di nove milioni di persone, di cui 1/4 o addirittura 1/3 finì sul rogo. Solo nell'anno 1486 l'inquisitore spagnolo Tomas de Torquemada ne fece ardere 6.687 unicamente nella città di Toledo. A lui si attribuiscono almeno 10.000 vittime l'anno per un quindicennio.
Le persecuzioni si attenuarono temporaneamente nel decennio 1530-40, allorché sembrava ventilarsi la ricomposizione tra cattolici e protestanti, ma ripresero con più accanito vigore nella seconda metà del '500 e soprattutto durante la Guerra dei Trent'anni (1618-1648).
Non erano soltanto i cattolici a praticare la caccia alle streghe, ma anche i protestanti. Il giudice Benedikt Carpow, inquisitore di Wittenberg, si vantò di averne mandate a morte almeno 20.000 tra il 1566 e il 1596. I protestanti mandarono sul rogo nel 1589 a Quedlinburg ben 133 streghe e altre 300 a Ellwaangen.
Solo verso la fine del 1600, quando ci si rese conto che la divisione del mondo cristiano era un fatto acquisito, le persecuzioni di massa cessarono. A dir il vero già nel corso di tutto il Seicento molti scienziati, filosofi e teologi avevano messo in dubbio l'operato delle streghe. Il dubbio cartesiano, lo sperimentalismo scientifico di Keplero, Galilei, Newton... mal si adattavano a credere agli spiriti o alle forze soprannaturali.
E così, in Francia non si accettano denunce contro i maghi già a partire dal 1682. In Gran Bretagna le leggi contro la stregoneria vengono abrogate nel 1736. Nel 1749 l'opera dell'abate Girolamo Tartarotti, "Il congresso notturno delle lamie", chiude la caccia alle streghe, indagando il fenomeno con mezzi scientifici. Forse l'ultima grande persecuzione storica può essere considerata quella di Salem nella Nuova Inghilterra, nel 1692. (Per conoscere la storia di Salem clicca qui.)
Episodi sporadici si sono tuttavia verificati anche ai giorni nostri: nel 1976, in un villaggio tedesco, Elizabeth Hahn, un'anziana donna accusata di tenere con sé, sotto forma di cani, alcuni diavoli, è stata bruciata viva; l'anno seguente qualcosa di analogo è accaduto ad Alençon in Francia; nel 1981 una folla ha ucciso in Messico a colpi di pietra una donna accusata di aver provocato, con un maleficio, l'attentato a papa Wojtyla.
Alla fine del 1998 i vertici della chiesa cattolica hanno iniziato a prendere in esame, sul piano storiografico, le responsabilità dell'Inquisizione nei secoli passati. Un simposio del Vaticano ha rivelato il numero delle condanne per stregoneria nel Seicento: furono 60.000 in Europa, che, in rapporto alla popolazione del 2005, equivarrebbero a circa 352.000.
Tratto da : http://www.homolaicus.com/storia/moderna/riforma_protestante/streghe/story3.htm
STORIA DELLA STREGONERIA
La vicenda della caccia alle streghe esplose nei secoli XV e XVI e tramontò tra la fine del Seicento e la prima metà del Settecento.Tuttavia la magia nera e la stregoneria non sono un patrimonio esclusivo dell'età moderna ma si presentano come una costante significativa della società umana. Da sempre esistono sortilegi, forme di fattucchieria e, più in generale, una visione magica del mondo.
Le culture antiche spesso non facevano distinzione tra magia, scienza e religione: tutti potevano essere mezzi validi per comprendere e controllare l'universo. Solo successivamente queste funzioni, a poco a poco, si differenziarono fra di loro.
Negli idiomi moderni, i termini con cui si designano streghe e stregoni hanno un'origine assai varia:
in italiano collegabile al latino strix (letteralmente, un uccello notturno: la strige o barbagianni); In francese sorcier/sorcíère deriva dal latino sortilegus/sortilega, che originariamente indicava coloro che traevano le sortes o, più in generale, i "divinatori"; In inglese, invece, wizard/witch deriva dal sassone wicca/wicce, ossia "saggio/saggia.a" o "sapiente", mentre sorcer/sorceress, prestito del francese, si ricollega all'etimologia originaria, indicando gli indovini. In tedesco Hexer/Hexe, al pari di wizard/witch, ha nell'etimo un significato sapienziale.
Poiché l'evoluzione delle parole è saldamente legata alla storia dei fenomeni che designano, è facile capire che l'identificazione della stregoneria come concetto separato rispetto ad altri aspetti del mondo "magico" è un percorso tutt'altro che lineare. Tale complessità semantica rispecchia l'eterogeneità della stregoneria e della "caccia alle streghe" quali si conobbero in Europa fra Quattro e Settecento. Sulla genesi del fenomeno pesarono alcuni fattori di tipo sociale. Com'è noto, nel Trecento una grave crisi coinvolse il pontificato, mentre le carestie e le epidemie flagellavano la popolazione. Con l'acutizzarsi dei disagi crebbero le paure collettive, e montò una crescente diffidenza verso quei gruppi - eretici, lebbrosi, omosessuali, ebrei - che per condizione fisica, sociale, economica o culturale apparivano "marginali".
Il passo per giungere alle accuse di stregoneria - possibile sul piano giuridico dal momento che la magia costituiva un crimine, equiparato dai canonisti all'eresia - appariva breve.
I trattati di demonologia ricorrono alle Sacre Scritture - in cui si condannano a più riprese la divinazione e il maleficio - per giustificare in modo incontrovertibile la necessità di perseguire la stregoneria. La condanna biblica per coloro che si allettavano col demonio era la morte: "Non lasciar vivere i malefici", recita un passo dell'Esodo.
Quando invece si parla di stregoneria in situazioni nelle quali la cultura europea non è presente, o comunque non è dominante, è importante tener conto di una fondamentale premessa: la stregoneria vera e propria è circoscrivibile a un ambito (quello europeo) e a un periodo (grosso modo compreso fra il tardo Medioevo e il Settecento) che ne fanno un fenomeno storico ben preciso, caratterizzato soprattutto dalla connotazione diabolica, per ovvi motivi assente in culture non cristiane.
Diverso è il discorso per la magia in generale, o per forme di magia particolari quali il maleficio, che si riscontrano invece in un alto numero di società e di epoche; il maleficio è una componente importante anche nella stregoneria europea, ma i due concetti non sono del tutto sovrapponibili.
Quando gli antropologi parlano di stregoneria in Africa o in America latina non si riferiscono a fenomeni paragonabili alla "caccia alle streghe" sperimentata in Europa, ma più in generale a pratiche di magia malefica solo parzialmente equiparabili alla "nostra".
La "caccia alle streghe"
Non è possibile dare una definizione della stregoneria accettabile da tutti e in ogni epoca.
In Europa tra il XV e il XVII secolo il questo termine indicò "un culto organizzato dal demonio" fondato sul "patto che una creatura umana si voleva che avesse stretto con il diavolo, in seguito al quale essa abbandonava la fede e il culto del Dio cristiano per seguire il dio del male - il demonio, appunto - ed entrare nella schiera dei suoi seguaci".
A questo punto la magia nera diventa eresia ed è perseguibile dalla chiesa.
Tutto poteva partire da un'accusa, anche anonima.
Bastava una ciocca di capelli, uno spillone o un pugno di terra trovato in casa della presunta vittima, e il maleficio era provato.
Si cercava poi il "marchio", un segno di varia grandezza o un punto insensibile che si credeva il demonio avesse impresso sul corpo del suo seguace per indicarne il possesso. Alla tortura, poi, era spesso affidato l'incarico di convincere i sospettati (in maggioranza donne) a confessare i loro delitti.
Streghe e stregoni si radunavano di notte, generalmente in luoghi solitari, nei campi e sui monti. Talvolta arrivavano volando, dopo essersi spalmati il corpo di unguenti, a cavallo di bastoni o di manici di scopa; talvolta invece in groppa ad animali, o trasformati in animali essi stessi. Coloro che venivano ai raduni per la prima volta dovevano rinunciare alla fede cristiana, profanare i sacramenti e prestare omaggio al diavolo, presente in forma umana oppure (più spesso) in forma animale o semi-animale. Seguivano banchetti, danza, orge sessuali. Prima di tornare alle proprie case streghe e stregoni ricevevano unguenti malefici, confezionati con grasso di bambino e altri ingredienti.
Carlo Ginzburg, Storia notturna. Una decifrazione del sabba.,Torino, Einaudi, 1995
Italia
In Italia furono celebrati alcuni fra i primi processi per stregoneria; tuttavia, e nonostante l'alto numero di procedimenti giuridici svoltisi fra i secoli XV e XVII, le condanne al rogo risultano relativamente poche. Fanno eccezione le vallate alpine, una delle zone europee in cui le persecuzioni - concentrate soprattutto nel Seicento - furono più feroci.
Se l'Italia ha un luogo "privilegiato" nella storia della stregoneria, questo è senz'altro Benevento, meta usuale del "volo magico" e del sabba delle streghe. La tradizione "magica" della città è antica; in epoca precristiana era infatti sede di un culto alla dea Iside; ma è soprattutto nei secoli altomedievali che si pongono le basi per decifrare il "rnito" beneventano.
Le notizie intorno a Benevento come luogo di diabolici incontri notturni risalgono al secondo decennio del Quattrocento; ne accenna il predicatore Bernardino da Siena durante il Corso senese del 1427, pur senza parlare esplicitamente di streghe.
Più interessante la testimonianza offerta dagli atti del processo contro una certa Matteuccia da Todi, accusata di essere "pubblica incantatrice, fattucchiera, maliarda e strega". Oltre a confessare l'assassinio di numerosi bambini, Matteuccia afferma che con altre streghe si recava presso il Noce di Benevento servendosi di una formula magica che rimarrà famosa:
"Unguento, unguento
mandame a la noce de Benivento,
supra aqua et supra ad vento
et supra ad omne maltempo"
Germania
I fattori che hanno maggiormente pesato sulla storia della stregoneria in Germania sono due: l'affermarsi della Riforma, con il conseguente conflitto tra cattolici e protestanti, e la frammentazione del potere politico. Entrambi hanno avuto un ruolo negativo, finendo con l'incrementare la "caccia alle streghe".
Lutero e Calvino non si soffermano mai a lungo sul fenomeno stregonico; tuttavia, nei loro scritti e nel loro pensiero Satana ha un ruolo centrale. Anche se nessuno dei due riformatori ha elaborato una demonologia innovativa, il diavolo è a loro avviso una presenza costante e attiva nel mondo, e la lotta contro il suo potere assume talvolta caratteri che rasentano l'ossessività. Di conseguenza, essendo le streghe emissarie del diavolo e complici dei suoi misfatti, nel mondo riformato si ponevano le premesse per una "caccia" intensa e determinata.
Inoltre, la compresenza in molte aree germaniche di gruppi cattolici e riformati creava frequenti situazioni di tensione, e l'accusa di stregoneria poteva essere la conseguenza - più o meno cosciente - di tali conflitti, spingendo membri di una comunità a scagliare accuse contro gli esponenti dell'altra.
Inoltre la scarsa forza del potere centrale faceva sì che ogni città potesse comportarsi verso il problema con un certo grado di autonomia, e soprattutto con la quasi assoluta certezza di non dover poi render conto del proprio operato in caso di abusi, che furono commessi numerosi nel corso di selvagge "cacce alle streghe".
C'è un luogo in particolare che nell'immaginario comune si lega alla stregoneria tedesca: è il Blocksberg (l'attuale Brocken), la cima principale della catena dello Harz, a est di Altenau, dove secondo la tradizione si riunivano le streghe nella notte di Valpurga. Probabilmente, tali credenze affondano le radici nell'antica mitologia germanica: le streghe avrebbero, per così dire, "sostituito" le Valchirie (ossia le seguaci di Odino, guardiane del mondo infero e accompagnatrici delle anime dei defunti, che in alcune notti si voleva vagassero in corteo sulla terra) per il diffondersi della demonologia inquisitoriale, che copriva le tradizioni locali sotto il velo uniformante delle proprie teorie. Come per il Noce di Benevento in Italia, molte streghe tedesche confessavano di essersi recate in volo sul Blocksberg e di avervi celebrato il sabba.
Francia
Il nesso con l'eresia appare evidente in uno degli episodi più significativi della "caccia alle streghe" francese, la cosiddetta vauderie d'Arras dove, agli inizi della seconda metà del Quattrocento, un eremita era stato condannato per stregoneria e, prima di morire, aveva confessato di aver avuto dei complici. Arrestati e sottoposti a tortura, anche questi finirono per confessare lo stesso crimine, denunciando a loro volta altre persone.
La "caccia" cominciò dunque a profilarsi in tutta la sua drammaticità, coinvolgendo un numero sempre più alto di imputati. Chiamati "valdesi" (vaudois) come gli eretici del passato, essi venivano accusati di formare una setta criminale al servizio del demonio, che incontravano nel corso di riunioni notturne alle quali giungevano in volo, a cavallo di piccoli bastoni, dopo essersi cosparsi di unguento magico. Durante il sabba rinnegavano la fede cristiana e prendevano l'impegno di commettere ogni genere di nefandezza, come diffondere epidemie o rendere infecondi i campi e sterili gli uomini e le donne.
Spagna
A lungo la Spagna è stata perseguitata da una leggenda "nera": culla dell'Inquisizione, sarebbe stata per questo sede privilegiata di efferatezze contro ebrei e streghe. In realtà, analisi più accurate e mondate degli antichi pregiudizi hanno dimostrato come fu proprio l'organizzazione inquisitoriale a salvare il paese dalle esplosioni incontrollate di violenza che altrove condussero i poteri periferici, privi di riferimenti "centrali" a esercitare la giustizia con abusi e dispotismo.
La Spagna, pur non esente dalla mania antistregonica, registrò un uso giudiziario della tortura assai moderato e un numero di vittime molto basso, se paragonato all'Europa centro-settentrionale: i tribunali erano infatti piuttosto restii a comminare la pena capitale, preferendo generalmente condanne più blande. Inoltre, le accuse erano sempre più simili a quelle tradizionali di magia, piuttosto che di stregoneria per così dire "moderna", cioè corredata di patti e omaggi demoniaci, volo magico, sacrifici di bambini e altro.
Isole britanniche
L'Inghilterra conobbe il suo periodo peggiore nel quarto decennio del Seicento - cioè, non casualmente, negli anni dell'intollerante e cruenta rivoluzione di Cromwell - a causa della terribile "caccia" scatenata da Matthew Hopkins, il Witch Finder General: in questa occasione le esecuzioni furono centinaia.
Le persecuzioni di quegli anni si distinsero non soltanto per la particolare crudeltà con cui furono condotte, ma anche perché introdussero nei procedimenti inquisitoriali elementi demonologici simili a quelli continentali, in altre occasioni praticamente assenti dal panorama inglese.
Nelle lande più remote di Scozia e Irlanda, dove le antiche credenze avevano tenacemente resistito, emergono tracce di miti celtici: vi si narra di creature simili agli elfi, esseri che popolano il mondo infero. La demonizzazione di queste figure condotta nel corso di secoli di cristianizzazione non ne aveva occultato del tutto la memoria, come si evince dalle testimonianze rese da streghe e stregoni nel corso di numerosi processi.
Stati Uniti
Il New England della fine del Seicento difficilmente può essere considerato un luogo extraeuropeo, dati i forti legami culturali che i coloni conservavano con la propria terra d'origine. Tuttavia, è anche vero che la stregoneria vi assunse caratteri suoi propri, che gli conferivano un segno per certi versi differenziante, come mostra il caso di Salem; tali elementi sono l'ingresso, sia pur marginale, di personaggi latori di una cultura "altra" rispetto a quella europea (in questo caso due schiavi di origine caraibica), e il particolare tipo di comunità - chiusa, ossessionata da preoccupazioni demoniache - che i puritani avevano creato nel New England; difatti, in altre regioni americane la "caccia alle streghe" fu pressoché assente. A scatenare il caso contribuì molto lo smodato interesse che percorreva la comunità - già colpita da forti tensioni socio-economiche - per i trattati in materia di stregoneria e di possessione. Intorno al 1691 alcune ragazzine avevano tentato esperimenti di divinazione; successivamente erano state colte da turbe e strane visioni, che gli adulti interpretarono come causate da malefici; dietro indicazione delle stesse giovani vennero incarcerate tre donne. Ma i fenomeni non cessarono con i primi arresti, e anzi le denunce finirono per coinvolgere oltre un centinaio di persone. Molte furono le condanne a morte, interrotte solo dall'interessamento alla vicenda di alcuni pastori che - mossi da considerazioni giuridiche sull'inadeguatezza dei procedimenti osservati - misero fine alle persecuzioni.
Nel 1999 il successo del film The Blair Which Project di Dan Myrick & Eduardo Sanchez ha risollevato l'interesse per una leggenda di fine Settecento: la strega di Blair
Questa la cronologia: febbraio 1785 - nel villaggio di Blair, Elly Kedward è accusata di aver adescato alcuni bambini per usarne il sangue. Processata, è giudicata rea di stregoneria e bandita dal villaggio durante un inverno particolarmente rigido e pertanto ritenuta morta. Quello stesso inverno tutti gli accusatori di Elly Kedward, insieme a metà dei bambini, scompaiono misteriosamente. Gli abitanti di Blair credono sia la maledizione della strega e abbandonano la cittadina. Nel 1809 viene pubblicato un libro, "The Blair Witch Cult", che racconta di una città su cui grava la maledizione di una strega. Nel 1941 viene impiccato, dopo un processo sommario, Rustin Parr reo confesso dell'uccisione di diversi bambini scomparsi negli anni precedenti. Parr dichiara di aver commesso gli omicidi per obbedire alla voce di "una vecchia".
Il "Malleus Maleficarum"
Nel 1486,due domenicani, scrissero e pubblicarono quello che ancora oggi resta probabilmente il più noto e citato tra i moltissimi trattati sulla stregoneria: il Malleus maleficarum (il Martello delle streghe), diviso in tre parti.
Una prima parte afferma la necessità di credere nella setta delle "maleficas", che hanno stretto un patto col demonio, la seconda suggerisce i possibili mezzi di difesa mentre la terza è tutta dedicata alla procedura con cui si devono perseguire i sospetti.
La netta prevalenza femminile tra i perseguitati dall'accusa di stregoneria è l'aspetto più appariscente del fenomeno. Un fatto questo che attesta da sé la violenta misoginia del trattato.
dal Malleus Maleficarum:
"Ma poiché ai giorni nostri la perfidia si riscontra più spesso nelle donne che negli uomini, come l'esperienza ci insegna, noi, cercando di stabilirne meglio la causa, possiamo affermare, completando quello che è stato detto: poiché esse mancano di forze sia nell'anima che nel corpo, non c'è da meravigliarsi se cercano di stregare chi odiano. In quanto all'intelligenza e alla comprensione delle cose spirituali, esse sembrano appartenere ad una, natura diversa da quella degli uomini - è un dato comprovato dall'autorità della ragione e che trova molti esempi nella Scrittura. Terenzio dice: 'Le donne sono da paragonarsi a dei bambini per l'inconsistenza del pensiero". E Lattanzio nelle sue Istituzioni: 'Eccetto Temesti, forse che una sola donna ha appreso la filosofia?". [...]
In realtà la ragione naturale consiste nel fatto che è più carnale dell'uomo: lo si vede dalle sue molte perversioni. D'altra parte c'è come un difetto di origine nella creazione della prima donna, poiché è stata fatta con una costola curva, una di quelle del busto, ritorta e come opposta all'uomo. E da questo difetto deriva che, essendo un animale imperfetto, essa inganna. [...] Ancora lo si è constatato nel caso della prima donna, che per natura aveva una fede più debole; [..] L'etimologia del nome, del resto, lo dimostra: foemina viene da fe [fede] e minus [minore], perché sempre essa ha ed è capace di conservare minore fede. [..]
Infine per quello che riguarda il desiderio carnale del loro corpo: dove provengono tanti degli innumerevoli mali della vita umana? A buon diritto possiamo affermare con Catone l'Uticense: "Se il mondo potesse esistere senza donne, noi non vivremmo lontani dagli dei".
A partire dalla pubblicazione del Malleus il contenuto fondamentale [della costruzione stregonesca] non mutò mai. Non vi furono innovazioni, ma nemmeno alcun declino. Esso [Il Malleus] costituì un mostruoso serbatoio teorico del quale si nutrirono le persecuzioni successive.
Trevor-Roper, Protestantesimo
Le streghe nella letteratura
I racconti sulle streghe offerti dalla letteratura antica sono innumerevoli. Nell'Arte poetica Orazio parla di Lamiae che mangiano i bambini e poi ne restituiscono i corpi apparentemente intatti, ma internamente svuotati. Ovidio racconta nei Fasti di donne-uccello che insidiavano la vita degli uomini e dissanguavano i bambini. Non meno orrifica la magia della Medea di Seneca che "sminuzza le erbe micidiali, spreme la bava velenosa dei serpenti, vi mescola uccelli sinistri ..." , mentre due delle più belle descrizioni delle streghe quali esseei metamorfici ci vengono dal Satyricon di Petronio e dall'Asino d'oro di Apuleio.
Le streghe del Macbeth
Nel calderone delle tre streghe che predigono il futuro a Macbeth viene utilizzato ogni genere di elemento attinto dal mondo naturale, ma anche da cupi sacrifici umani, come vogliono tanto la tradizione antica, quanto quella moderna.
E' interessante notare come Shakespeare colleghi le sue streghe a una natura pagana e non invece a Satana; un dato in cui è forse possibile leggere la sua estraneità rispetto alla demonologia ufficiale.
ACT 1
SCENE A
(Thunder and lightning. Enter three Witches)
First Witch When shall we three meet again In thunder, lightning, or in rain?
Second Witch When the hurlyburly's done, When the battle's lost and won.
Third Witch That will be ere the set of sun.
Atto primo
Scena prima.
(Una radura. Tuoni e lampi. Entrano tre streghe.)
Prima strega: Quando ci rivedremo noi tre? Tra tuoni, lampi o raffiche di pioggia?
Seconda strega: Quando il tumulto sarà finito e la battaglia vinta e perduta.
Terza strega: Avverrà prima che il sole tramonti.
Shakespeare, Macbeth
Il Faust
Il tema contrale del Faust, ossia il patto tra uomo e demonio, ha un modello antico nella leggenda greca di Teofilo. La storia di Faust invece - nata forse nel Quattrocento - è stata poi arricchita dalla straordinaria fantasia di Goethe con l'inserimento di temi tratti dal folklore germanico e dalla tradizione classica.La strega di Goethe e una schiava del demonio che rimescola intrugli nel suo calderone, spicca il volo dal camino e vive circondata da gatti mammoni. Nella Notte di Walpurga, invece, Goethe mette in scena l'ascesa al Blocksberg e il sabba che ne segue, illustrato con ironia a Faust da Mefistofele in persona.
Il crogiuolo
La vicenda delle persecuzioni di Salem è testimoniata in tanti lavori (letterali, teatrali e cinematografici) che a quei fatti si sono più o meno liberamente ispirati. Su tutti svetta il dramma teatrale Il crogiuolo, pubblicato da Arthur Miller nel 1953. Il drammaturgo statunitense non ripercorre pedissequamente le vicende di Salem, ma le adatta alle proprie esigenze narrative proponendo Salem come metafora della vita politica e sociale nell'America della guerra fredda, il periodo in cui la coddetta "caccia alle streghe" del senatore J. Mc-Carthy aveva messo sotto accusa la condotta e la fedeltà al Paese del mondo intellettuale.
La strega sullo schermo
Di caratura superiore alla media dei film contemporanei è Il settimo sigillo (1956) di Ingmar Bergman dove, in una società medievale sconvolta da guerre, carestie e fanatismo, alla giovane contadina accusata di essere una strega non rimane che invocare Satana.
Roman Polanski in Rosemary's baby (1968) racconta di una donna posseduta dal demonio, in un'atmosfera allucinante e allusiva di grandissimo effetto mentre, tre anni dopo, riporta in scena le streghe shakespeariane in un feroce Macbeth.
Questi testi sono tratti da:
Le streghe - Atlanti universali Giunti
Nuove prospettive storiche -1- Editrice la Scuola (La stregoneria in Europa)
Immagini tratte da: (dall'alto)
San Gerolamo scrivente, Caravaggio, 1606
Le tre streghe, Fussli,
Divina Sapienza, Andrea Sacchi,
La Vecchia, Giorgione, 1580-10
Morte di Lucrezia, Guido Cagnacci
Le culture antiche spesso non facevano distinzione tra magia, scienza e religione: tutti potevano essere mezzi validi per comprendere e controllare l'universo. Solo successivamente queste funzioni, a poco a poco, si differenziarono fra di loro.
Negli idiomi moderni, i termini con cui si designano streghe e stregoni hanno un'origine assai varia:
in italiano collegabile al latino strix (letteralmente, un uccello notturno: la strige o barbagianni); In francese sorcier/sorcíère deriva dal latino sortilegus/sortilega, che originariamente indicava coloro che traevano le sortes o, più in generale, i "divinatori"; In inglese, invece, wizard/witch deriva dal sassone wicca/wicce, ossia "saggio/saggia.a" o "sapiente", mentre sorcer/sorceress, prestito del francese, si ricollega all'etimologia originaria, indicando gli indovini. In tedesco Hexer/Hexe, al pari di wizard/witch, ha nell'etimo un significato sapienziale.
Poiché l'evoluzione delle parole è saldamente legata alla storia dei fenomeni che designano, è facile capire che l'identificazione della stregoneria come concetto separato rispetto ad altri aspetti del mondo "magico" è un percorso tutt'altro che lineare. Tale complessità semantica rispecchia l'eterogeneità della stregoneria e della "caccia alle streghe" quali si conobbero in Europa fra Quattro e Settecento. Sulla genesi del fenomeno pesarono alcuni fattori di tipo sociale. Com'è noto, nel Trecento una grave crisi coinvolse il pontificato, mentre le carestie e le epidemie flagellavano la popolazione. Con l'acutizzarsi dei disagi crebbero le paure collettive, e montò una crescente diffidenza verso quei gruppi - eretici, lebbrosi, omosessuali, ebrei - che per condizione fisica, sociale, economica o culturale apparivano "marginali".
Il passo per giungere alle accuse di stregoneria - possibile sul piano giuridico dal momento che la magia costituiva un crimine, equiparato dai canonisti all'eresia - appariva breve.
I trattati di demonologia ricorrono alle Sacre Scritture - in cui si condannano a più riprese la divinazione e il maleficio - per giustificare in modo incontrovertibile la necessità di perseguire la stregoneria. La condanna biblica per coloro che si allettavano col demonio era la morte: "Non lasciar vivere i malefici", recita un passo dell'Esodo.
Quando invece si parla di stregoneria in situazioni nelle quali la cultura europea non è presente, o comunque non è dominante, è importante tener conto di una fondamentale premessa: la stregoneria vera e propria è circoscrivibile a un ambito (quello europeo) e a un periodo (grosso modo compreso fra il tardo Medioevo e il Settecento) che ne fanno un fenomeno storico ben preciso, caratterizzato soprattutto dalla connotazione diabolica, per ovvi motivi assente in culture non cristiane.
Diverso è il discorso per la magia in generale, o per forme di magia particolari quali il maleficio, che si riscontrano invece in un alto numero di società e di epoche; il maleficio è una componente importante anche nella stregoneria europea, ma i due concetti non sono del tutto sovrapponibili.
Quando gli antropologi parlano di stregoneria in Africa o in America latina non si riferiscono a fenomeni paragonabili alla "caccia alle streghe" sperimentata in Europa, ma più in generale a pratiche di magia malefica solo parzialmente equiparabili alla "nostra".
La "caccia alle streghe"
Non è possibile dare una definizione della stregoneria accettabile da tutti e in ogni epoca.
In Europa tra il XV e il XVII secolo il questo termine indicò "un culto organizzato dal demonio" fondato sul "patto che una creatura umana si voleva che avesse stretto con il diavolo, in seguito al quale essa abbandonava la fede e il culto del Dio cristiano per seguire il dio del male - il demonio, appunto - ed entrare nella schiera dei suoi seguaci".
A questo punto la magia nera diventa eresia ed è perseguibile dalla chiesa.
Tutto poteva partire da un'accusa, anche anonima.
Bastava una ciocca di capelli, uno spillone o un pugno di terra trovato in casa della presunta vittima, e il maleficio era provato.
Si cercava poi il "marchio", un segno di varia grandezza o un punto insensibile che si credeva il demonio avesse impresso sul corpo del suo seguace per indicarne il possesso. Alla tortura, poi, era spesso affidato l'incarico di convincere i sospettati (in maggioranza donne) a confessare i loro delitti.
Streghe e stregoni si radunavano di notte, generalmente in luoghi solitari, nei campi e sui monti. Talvolta arrivavano volando, dopo essersi spalmati il corpo di unguenti, a cavallo di bastoni o di manici di scopa; talvolta invece in groppa ad animali, o trasformati in animali essi stessi. Coloro che venivano ai raduni per la prima volta dovevano rinunciare alla fede cristiana, profanare i sacramenti e prestare omaggio al diavolo, presente in forma umana oppure (più spesso) in forma animale o semi-animale. Seguivano banchetti, danza, orge sessuali. Prima di tornare alle proprie case streghe e stregoni ricevevano unguenti malefici, confezionati con grasso di bambino e altri ingredienti.
Carlo Ginzburg, Storia notturna. Una decifrazione del sabba.,Torino, Einaudi, 1995
Italia
In Italia furono celebrati alcuni fra i primi processi per stregoneria; tuttavia, e nonostante l'alto numero di procedimenti giuridici svoltisi fra i secoli XV e XVII, le condanne al rogo risultano relativamente poche. Fanno eccezione le vallate alpine, una delle zone europee in cui le persecuzioni - concentrate soprattutto nel Seicento - furono più feroci.
Se l'Italia ha un luogo "privilegiato" nella storia della stregoneria, questo è senz'altro Benevento, meta usuale del "volo magico" e del sabba delle streghe. La tradizione "magica" della città è antica; in epoca precristiana era infatti sede di un culto alla dea Iside; ma è soprattutto nei secoli altomedievali che si pongono le basi per decifrare il "rnito" beneventano.
Le notizie intorno a Benevento come luogo di diabolici incontri notturni risalgono al secondo decennio del Quattrocento; ne accenna il predicatore Bernardino da Siena durante il Corso senese del 1427, pur senza parlare esplicitamente di streghe.
Più interessante la testimonianza offerta dagli atti del processo contro una certa Matteuccia da Todi, accusata di essere "pubblica incantatrice, fattucchiera, maliarda e strega". Oltre a confessare l'assassinio di numerosi bambini, Matteuccia afferma che con altre streghe si recava presso il Noce di Benevento servendosi di una formula magica che rimarrà famosa:
"Unguento, unguento
mandame a la noce de Benivento,
supra aqua et supra ad vento
et supra ad omne maltempo"
Germania
I fattori che hanno maggiormente pesato sulla storia della stregoneria in Germania sono due: l'affermarsi della Riforma, con il conseguente conflitto tra cattolici e protestanti, e la frammentazione del potere politico. Entrambi hanno avuto un ruolo negativo, finendo con l'incrementare la "caccia alle streghe".
Lutero e Calvino non si soffermano mai a lungo sul fenomeno stregonico; tuttavia, nei loro scritti e nel loro pensiero Satana ha un ruolo centrale. Anche se nessuno dei due riformatori ha elaborato una demonologia innovativa, il diavolo è a loro avviso una presenza costante e attiva nel mondo, e la lotta contro il suo potere assume talvolta caratteri che rasentano l'ossessività. Di conseguenza, essendo le streghe emissarie del diavolo e complici dei suoi misfatti, nel mondo riformato si ponevano le premesse per una "caccia" intensa e determinata.
Inoltre, la compresenza in molte aree germaniche di gruppi cattolici e riformati creava frequenti situazioni di tensione, e l'accusa di stregoneria poteva essere la conseguenza - più o meno cosciente - di tali conflitti, spingendo membri di una comunità a scagliare accuse contro gli esponenti dell'altra.
Inoltre la scarsa forza del potere centrale faceva sì che ogni città potesse comportarsi verso il problema con un certo grado di autonomia, e soprattutto con la quasi assoluta certezza di non dover poi render conto del proprio operato in caso di abusi, che furono commessi numerosi nel corso di selvagge "cacce alle streghe".
C'è un luogo in particolare che nell'immaginario comune si lega alla stregoneria tedesca: è il Blocksberg (l'attuale Brocken), la cima principale della catena dello Harz, a est di Altenau, dove secondo la tradizione si riunivano le streghe nella notte di Valpurga. Probabilmente, tali credenze affondano le radici nell'antica mitologia germanica: le streghe avrebbero, per così dire, "sostituito" le Valchirie (ossia le seguaci di Odino, guardiane del mondo infero e accompagnatrici delle anime dei defunti, che in alcune notti si voleva vagassero in corteo sulla terra) per il diffondersi della demonologia inquisitoriale, che copriva le tradizioni locali sotto il velo uniformante delle proprie teorie. Come per il Noce di Benevento in Italia, molte streghe tedesche confessavano di essersi recate in volo sul Blocksberg e di avervi celebrato il sabba.
Francia
Il nesso con l'eresia appare evidente in uno degli episodi più significativi della "caccia alle streghe" francese, la cosiddetta vauderie d'Arras dove, agli inizi della seconda metà del Quattrocento, un eremita era stato condannato per stregoneria e, prima di morire, aveva confessato di aver avuto dei complici. Arrestati e sottoposti a tortura, anche questi finirono per confessare lo stesso crimine, denunciando a loro volta altre persone.
La "caccia" cominciò dunque a profilarsi in tutta la sua drammaticità, coinvolgendo un numero sempre più alto di imputati. Chiamati "valdesi" (vaudois) come gli eretici del passato, essi venivano accusati di formare una setta criminale al servizio del demonio, che incontravano nel corso di riunioni notturne alle quali giungevano in volo, a cavallo di piccoli bastoni, dopo essersi cosparsi di unguento magico. Durante il sabba rinnegavano la fede cristiana e prendevano l'impegno di commettere ogni genere di nefandezza, come diffondere epidemie o rendere infecondi i campi e sterili gli uomini e le donne.
Spagna
A lungo la Spagna è stata perseguitata da una leggenda "nera": culla dell'Inquisizione, sarebbe stata per questo sede privilegiata di efferatezze contro ebrei e streghe. In realtà, analisi più accurate e mondate degli antichi pregiudizi hanno dimostrato come fu proprio l'organizzazione inquisitoriale a salvare il paese dalle esplosioni incontrollate di violenza che altrove condussero i poteri periferici, privi di riferimenti "centrali" a esercitare la giustizia con abusi e dispotismo.
La Spagna, pur non esente dalla mania antistregonica, registrò un uso giudiziario della tortura assai moderato e un numero di vittime molto basso, se paragonato all'Europa centro-settentrionale: i tribunali erano infatti piuttosto restii a comminare la pena capitale, preferendo generalmente condanne più blande. Inoltre, le accuse erano sempre più simili a quelle tradizionali di magia, piuttosto che di stregoneria per così dire "moderna", cioè corredata di patti e omaggi demoniaci, volo magico, sacrifici di bambini e altro.
Isole britanniche
L'Inghilterra conobbe il suo periodo peggiore nel quarto decennio del Seicento - cioè, non casualmente, negli anni dell'intollerante e cruenta rivoluzione di Cromwell - a causa della terribile "caccia" scatenata da Matthew Hopkins, il Witch Finder General: in questa occasione le esecuzioni furono centinaia.
Le persecuzioni di quegli anni si distinsero non soltanto per la particolare crudeltà con cui furono condotte, ma anche perché introdussero nei procedimenti inquisitoriali elementi demonologici simili a quelli continentali, in altre occasioni praticamente assenti dal panorama inglese.
Nelle lande più remote di Scozia e Irlanda, dove le antiche credenze avevano tenacemente resistito, emergono tracce di miti celtici: vi si narra di creature simili agli elfi, esseri che popolano il mondo infero. La demonizzazione di queste figure condotta nel corso di secoli di cristianizzazione non ne aveva occultato del tutto la memoria, come si evince dalle testimonianze rese da streghe e stregoni nel corso di numerosi processi.
Stati Uniti
Il New England della fine del Seicento difficilmente può essere considerato un luogo extraeuropeo, dati i forti legami culturali che i coloni conservavano con la propria terra d'origine. Tuttavia, è anche vero che la stregoneria vi assunse caratteri suoi propri, che gli conferivano un segno per certi versi differenziante, come mostra il caso di Salem; tali elementi sono l'ingresso, sia pur marginale, di personaggi latori di una cultura "altra" rispetto a quella europea (in questo caso due schiavi di origine caraibica), e il particolare tipo di comunità - chiusa, ossessionata da preoccupazioni demoniache - che i puritani avevano creato nel New England; difatti, in altre regioni americane la "caccia alle streghe" fu pressoché assente. A scatenare il caso contribuì molto lo smodato interesse che percorreva la comunità - già colpita da forti tensioni socio-economiche - per i trattati in materia di stregoneria e di possessione. Intorno al 1691 alcune ragazzine avevano tentato esperimenti di divinazione; successivamente erano state colte da turbe e strane visioni, che gli adulti interpretarono come causate da malefici; dietro indicazione delle stesse giovani vennero incarcerate tre donne. Ma i fenomeni non cessarono con i primi arresti, e anzi le denunce finirono per coinvolgere oltre un centinaio di persone. Molte furono le condanne a morte, interrotte solo dall'interessamento alla vicenda di alcuni pastori che - mossi da considerazioni giuridiche sull'inadeguatezza dei procedimenti osservati - misero fine alle persecuzioni.
Nel 1999 il successo del film The Blair Which Project di Dan Myrick & Eduardo Sanchez ha risollevato l'interesse per una leggenda di fine Settecento: la strega di Blair
Questa la cronologia: febbraio 1785 - nel villaggio di Blair, Elly Kedward è accusata di aver adescato alcuni bambini per usarne il sangue. Processata, è giudicata rea di stregoneria e bandita dal villaggio durante un inverno particolarmente rigido e pertanto ritenuta morta. Quello stesso inverno tutti gli accusatori di Elly Kedward, insieme a metà dei bambini, scompaiono misteriosamente. Gli abitanti di Blair credono sia la maledizione della strega e abbandonano la cittadina. Nel 1809 viene pubblicato un libro, "The Blair Witch Cult", che racconta di una città su cui grava la maledizione di una strega. Nel 1941 viene impiccato, dopo un processo sommario, Rustin Parr reo confesso dell'uccisione di diversi bambini scomparsi negli anni precedenti. Parr dichiara di aver commesso gli omicidi per obbedire alla voce di "una vecchia".
Il "Malleus Maleficarum"
Nel 1486,due domenicani, scrissero e pubblicarono quello che ancora oggi resta probabilmente il più noto e citato tra i moltissimi trattati sulla stregoneria: il Malleus maleficarum (il Martello delle streghe), diviso in tre parti.
Una prima parte afferma la necessità di credere nella setta delle "maleficas", che hanno stretto un patto col demonio, la seconda suggerisce i possibili mezzi di difesa mentre la terza è tutta dedicata alla procedura con cui si devono perseguire i sospetti.
La netta prevalenza femminile tra i perseguitati dall'accusa di stregoneria è l'aspetto più appariscente del fenomeno. Un fatto questo che attesta da sé la violenta misoginia del trattato.
dal Malleus Maleficarum:
"Ma poiché ai giorni nostri la perfidia si riscontra più spesso nelle donne che negli uomini, come l'esperienza ci insegna, noi, cercando di stabilirne meglio la causa, possiamo affermare, completando quello che è stato detto: poiché esse mancano di forze sia nell'anima che nel corpo, non c'è da meravigliarsi se cercano di stregare chi odiano. In quanto all'intelligenza e alla comprensione delle cose spirituali, esse sembrano appartenere ad una, natura diversa da quella degli uomini - è un dato comprovato dall'autorità della ragione e che trova molti esempi nella Scrittura. Terenzio dice: 'Le donne sono da paragonarsi a dei bambini per l'inconsistenza del pensiero". E Lattanzio nelle sue Istituzioni: 'Eccetto Temesti, forse che una sola donna ha appreso la filosofia?". [...]
In realtà la ragione naturale consiste nel fatto che è più carnale dell'uomo: lo si vede dalle sue molte perversioni. D'altra parte c'è come un difetto di origine nella creazione della prima donna, poiché è stata fatta con una costola curva, una di quelle del busto, ritorta e come opposta all'uomo. E da questo difetto deriva che, essendo un animale imperfetto, essa inganna. [...] Ancora lo si è constatato nel caso della prima donna, che per natura aveva una fede più debole; [..] L'etimologia del nome, del resto, lo dimostra: foemina viene da fe [fede] e minus [minore], perché sempre essa ha ed è capace di conservare minore fede. [..]
Infine per quello che riguarda il desiderio carnale del loro corpo: dove provengono tanti degli innumerevoli mali della vita umana? A buon diritto possiamo affermare con Catone l'Uticense: "Se il mondo potesse esistere senza donne, noi non vivremmo lontani dagli dei".
A partire dalla pubblicazione del Malleus il contenuto fondamentale [della costruzione stregonesca] non mutò mai. Non vi furono innovazioni, ma nemmeno alcun declino. Esso [Il Malleus] costituì un mostruoso serbatoio teorico del quale si nutrirono le persecuzioni successive.
Trevor-Roper, Protestantesimo
Le streghe nella letteratura
I racconti sulle streghe offerti dalla letteratura antica sono innumerevoli. Nell'Arte poetica Orazio parla di Lamiae che mangiano i bambini e poi ne restituiscono i corpi apparentemente intatti, ma internamente svuotati. Ovidio racconta nei Fasti di donne-uccello che insidiavano la vita degli uomini e dissanguavano i bambini. Non meno orrifica la magia della Medea di Seneca che "sminuzza le erbe micidiali, spreme la bava velenosa dei serpenti, vi mescola uccelli sinistri ..." , mentre due delle più belle descrizioni delle streghe quali esseei metamorfici ci vengono dal Satyricon di Petronio e dall'Asino d'oro di Apuleio.
Le streghe del Macbeth
Nel calderone delle tre streghe che predigono il futuro a Macbeth viene utilizzato ogni genere di elemento attinto dal mondo naturale, ma anche da cupi sacrifici umani, come vogliono tanto la tradizione antica, quanto quella moderna.
E' interessante notare come Shakespeare colleghi le sue streghe a una natura pagana e non invece a Satana; un dato in cui è forse possibile leggere la sua estraneità rispetto alla demonologia ufficiale.
ACT 1
SCENE A
(Thunder and lightning. Enter three Witches)
First Witch When shall we three meet again In thunder, lightning, or in rain?
Second Witch When the hurlyburly's done, When the battle's lost and won.
Third Witch That will be ere the set of sun.
Atto primo
Scena prima.
(Una radura. Tuoni e lampi. Entrano tre streghe.)
Prima strega: Quando ci rivedremo noi tre? Tra tuoni, lampi o raffiche di pioggia?
Seconda strega: Quando il tumulto sarà finito e la battaglia vinta e perduta.
Terza strega: Avverrà prima che il sole tramonti.
Shakespeare, Macbeth
Il Faust
Il tema contrale del Faust, ossia il patto tra uomo e demonio, ha un modello antico nella leggenda greca di Teofilo. La storia di Faust invece - nata forse nel Quattrocento - è stata poi arricchita dalla straordinaria fantasia di Goethe con l'inserimento di temi tratti dal folklore germanico e dalla tradizione classica.La strega di Goethe e una schiava del demonio che rimescola intrugli nel suo calderone, spicca il volo dal camino e vive circondata da gatti mammoni. Nella Notte di Walpurga, invece, Goethe mette in scena l'ascesa al Blocksberg e il sabba che ne segue, illustrato con ironia a Faust da Mefistofele in persona.
Il crogiuolo
La vicenda delle persecuzioni di Salem è testimoniata in tanti lavori (letterali, teatrali e cinematografici) che a quei fatti si sono più o meno liberamente ispirati. Su tutti svetta il dramma teatrale Il crogiuolo, pubblicato da Arthur Miller nel 1953. Il drammaturgo statunitense non ripercorre pedissequamente le vicende di Salem, ma le adatta alle proprie esigenze narrative proponendo Salem come metafora della vita politica e sociale nell'America della guerra fredda, il periodo in cui la coddetta "caccia alle streghe" del senatore J. Mc-Carthy aveva messo sotto accusa la condotta e la fedeltà al Paese del mondo intellettuale.
La strega sullo schermo
Di caratura superiore alla media dei film contemporanei è Il settimo sigillo (1956) di Ingmar Bergman dove, in una società medievale sconvolta da guerre, carestie e fanatismo, alla giovane contadina accusata di essere una strega non rimane che invocare Satana.
Roman Polanski in Rosemary's baby (1968) racconta di una donna posseduta dal demonio, in un'atmosfera allucinante e allusiva di grandissimo effetto mentre, tre anni dopo, riporta in scena le streghe shakespeariane in un feroce Macbeth.
Questi testi sono tratti da:
Le streghe - Atlanti universali Giunti
Nuove prospettive storiche -1- Editrice la Scuola (La stregoneria in Europa)
Immagini tratte da: (dall'alto)
San Gerolamo scrivente, Caravaggio, 1606
Le tre streghe, Fussli,
Divina Sapienza, Andrea Sacchi,
La Vecchia, Giorgione, 1580-10
Morte di Lucrezia, Guido Cagnacci
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lunedì 15 aprile 2013
DOMANDE E RISPOSTE RIGUARDO MAGIA TALISMANI AMULETI RITUALI
DOMANDA : Esistono amuleti con poteri illimitati ?
STREGONE : esistono persone che con rituali semplici di cura e mantenimento del taliamo possono far prolungare il loro effetti, ma non ritengo possibile che un Talismani detenga un potere illimitato nel tempo.
DOMANDA : si può donare il proprio Talismano o Amuleto ad un altra persona ?
STREGONE : dipende dai Talismani e dagli Amuleti, quando viene realizzato un Talismano sulla persona , questa dovrà indossarlo e non potrà donato a nessuno, il talismano in questione se donato ad altra persona potrebbe avere effetti opposti, mentre esistono Talismani ed Amuleti portafortuna liberi da vincoli
DOMANDA : quanto dura l'effetto di un Talismano ?
STREGONE : solitamente gli influssi del rituale occulto hanno una durata che può variare dai 6 mesi ai 2 anni, questi dati sono puramente indicativi perché l'indicatore di riferimento e' il soggetto detentore dello stesso, più in lui si celano negatività e maggiore sarà la dispersione del suo potere e di conseguenza minore sarà la durata del potere, ho personalmente avuto esperienza di una signora con molta negatività che ha disperso il potere del Talismano in solo 4 mesi.
DOMANDA : il talismano o l'amuleto sono obbligato a tenerlo al collo ?
STREGONE : no, l'importante e' tenerlo con se
DOMANDA : e' più potente un Amuleto o un Talismano ?
STREGONE : il Talismano ha la proprietà di agire sia passivamente che attivamente mentre l'amuleto ha solo una funzione passiva di protezione. IlTalismano e' più potente
DOMANDA : il talismano può essere toccato da altre persone , O se viene toccato perde le sue proprietà ?
STREGONE : non ci sono problemi se qualcuno viene a contatto con il Talismano o l'amuleto, certamente per evitare che l'individuo rilasci negatività e ne sottragga il potere e' consigliabile non farlo tenere a lungo ad altre persone
DOMANDA : i bambini possono avere un portafortuna ?
STREGONE : i Talismani ed gli Amuleti non hanno effetti negativi sulla persona e pertanto non creano problemi, io personalmente sconsiglio di iniziare i bambini a qualsiasi credenza, saranno loro che in età maggiore decideranno la strada da prendere e in cosa credere
DOMANDE : la magia nera può aiutare le persone ?
STREGONE : la magia viene definita Nera quando nelle pratiche vengono invocate forze demoniache, e' molto potente e può risolvere molti problemi ma bisogna saperla praticare e sopratutto aspersi proteggere durante e dopo i rituali per evitare ritorsioni. Ricordate la legge universale del dare e avere .
DOMANDA : voglio far tornare il mio ex , cosa mi consigli ?
STREGONE : possono aiutarti dei Talismani o dei rituali appositi per fare tornare la persona amata, ma vorrei farti prendere coscienza su una cosa molto importante" che senso ha voler tornare insieme ad una persona che ha scelto di non voler più condividere nulla con te ?"
DOMANDA : voglio che la mia ex non trovi più un uomo , voglio che rimanga sola a vita, e' possibile?
STREGONE : si è' possibile, esiste un potente rituale di magia Nera che conosco molto bene ed è' molto potente. Sconsigliò di praticare questo rito per la sua potenza e perche' vengono invocate forze demoniache , ricordati la legge Universale " ciò che dai ti torna indietro" se non sei adeguatamente protetto,
DOMANDA : posso fare il bagno o la doccia senza togliere il Talismano ?
STREGONE : non mi sono mai posto il problema , la sera solitamente il Taliano va' avvolto in un panno bianco, e puoi lavarci tranquillamente senza porti probli.
Sinceramente non so' se l'acqua della doccia toglie l'influsso.
DOMANDA : posso utilizzare dei protettori durante la gravidanza ?
STREGONE : certamente, come già accennato essi hanno funzioni positive di protezione ed aiuto e per nessun motivo provocano danno alla persona e a nessuno
DOMANDA : voglio iniziare a praticare rituali di Magia, come mi consigli di iniziare ?
STREGONE : innanzitutto procurati un adeguata protezione, in secondo luogo ti consilio di partire da piccoli esercizi di respirazione ( può aiutarti lo yoga ), dopo di che' puoi procedere con rituali di magia bianca semplice.. Il resto viene da se con la pratica ed il costante studio, il mio consiglio e' quello. Di farti accompagnare da un praticante con più esperienza
STREGONE : esistono persone che con rituali semplici di cura e mantenimento del taliamo possono far prolungare il loro effetti, ma non ritengo possibile che un Talismani detenga un potere illimitato nel tempo.
DOMANDA : si può donare il proprio Talismano o Amuleto ad un altra persona ?
STREGONE : dipende dai Talismani e dagli Amuleti, quando viene realizzato un Talismano sulla persona , questa dovrà indossarlo e non potrà donato a nessuno, il talismano in questione se donato ad altra persona potrebbe avere effetti opposti, mentre esistono Talismani ed Amuleti portafortuna liberi da vincoli
DOMANDA : quanto dura l'effetto di un Talismano ?
STREGONE : solitamente gli influssi del rituale occulto hanno una durata che può variare dai 6 mesi ai 2 anni, questi dati sono puramente indicativi perché l'indicatore di riferimento e' il soggetto detentore dello stesso, più in lui si celano negatività e maggiore sarà la dispersione del suo potere e di conseguenza minore sarà la durata del potere, ho personalmente avuto esperienza di una signora con molta negatività che ha disperso il potere del Talismano in solo 4 mesi.
DOMANDA : il talismano o l'amuleto sono obbligato a tenerlo al collo ?
STREGONE : no, l'importante e' tenerlo con se
DOMANDA : e' più potente un Amuleto o un Talismano ?
STREGONE : il Talismano ha la proprietà di agire sia passivamente che attivamente mentre l'amuleto ha solo una funzione passiva di protezione. IlTalismano e' più potente
DOMANDA : il talismano può essere toccato da altre persone , O se viene toccato perde le sue proprietà ?
STREGONE : non ci sono problemi se qualcuno viene a contatto con il Talismano o l'amuleto, certamente per evitare che l'individuo rilasci negatività e ne sottragga il potere e' consigliabile non farlo tenere a lungo ad altre persone
DOMANDA : i bambini possono avere un portafortuna ?
STREGONE : i Talismani ed gli Amuleti non hanno effetti negativi sulla persona e pertanto non creano problemi, io personalmente sconsiglio di iniziare i bambini a qualsiasi credenza, saranno loro che in età maggiore decideranno la strada da prendere e in cosa credere
DOMANDE : la magia nera può aiutare le persone ?
STREGONE : la magia viene definita Nera quando nelle pratiche vengono invocate forze demoniache, e' molto potente e può risolvere molti problemi ma bisogna saperla praticare e sopratutto aspersi proteggere durante e dopo i rituali per evitare ritorsioni. Ricordate la legge universale del dare e avere .
DOMANDA : voglio far tornare il mio ex , cosa mi consigli ?
STREGONE : possono aiutarti dei Talismani o dei rituali appositi per fare tornare la persona amata, ma vorrei farti prendere coscienza su una cosa molto importante" che senso ha voler tornare insieme ad una persona che ha scelto di non voler più condividere nulla con te ?"
DOMANDA : voglio che la mia ex non trovi più un uomo , voglio che rimanga sola a vita, e' possibile?
STREGONE : si è' possibile, esiste un potente rituale di magia Nera che conosco molto bene ed è' molto potente. Sconsigliò di praticare questo rito per la sua potenza e perche' vengono invocate forze demoniache , ricordati la legge Universale " ciò che dai ti torna indietro" se non sei adeguatamente protetto,
DOMANDA : posso fare il bagno o la doccia senza togliere il Talismano ?
STREGONE : non mi sono mai posto il problema , la sera solitamente il Taliano va' avvolto in un panno bianco, e puoi lavarci tranquillamente senza porti probli.
Sinceramente non so' se l'acqua della doccia toglie l'influsso.
DOMANDA : posso utilizzare dei protettori durante la gravidanza ?
STREGONE : certamente, come già accennato essi hanno funzioni positive di protezione ed aiuto e per nessun motivo provocano danno alla persona e a nessuno
DOMANDA : voglio iniziare a praticare rituali di Magia, come mi consigli di iniziare ?
STREGONE : innanzitutto procurati un adeguata protezione, in secondo luogo ti consilio di partire da piccoli esercizi di respirazione ( può aiutarti lo yoga ), dopo di che' puoi procedere con rituali di magia bianca semplice.. Il resto viene da se con la pratica ed il costante studio, il mio consiglio e' quello. Di farti accompagnare da un praticante con più esperienza
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mercoledì 10 aprile 2013
STORIA ANTICA DEGLI AMULETI
AMULETI E TALISMANI
L'amuleto ha una virtù difensiva e protegge chi lo indossa dalle influenze perniciose degli astri e delle persone, allontana il male, le ferite e la morte.
Il talismano è un oggetto che, secondo le credenze, ha facoltà di esercitare un' influenza straordinaria e positiva.
il termine Amuletum compare per la prima volta in Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia legato all'uso medico.
La rarità della pietra o del materiale di cui era composto un determinato amuleto o il luogo di provenienza conferiva allo stesso il potere magico.
Un'antica credenza asseriva che agli spiriti maligni era impossibile penetrate in qualsiasi oggetto tondo. Ecco perchè, sin dalla loro prima realizzazione, le monete vennero spesso utilizzate come amuleti ma anche come talismani.
Due mani che si stringono se sono rappresentate su di un amuleto servivano a tenere lontano il Fascinum ( sguardo ammaliatore che getta il malocchio).
Invece un occhio su un amuleto poteva essere inteso o per emanare il Fascinum oppure se l'occhio era circondato da animali (vedi mosaico della biblioteca Hilariana di Roma) serviva per allontanare il Fascinum.
Le zanne di cinchiale o le rotelle di corna di cervo erano usate con valenza difensiva e protettiva.
Gli amuleti, come pure i talismani, potevano avere incise formule magiche.
I Tintinnabula invece erano una sorta di campane in metallo (bronzo di solito) che servivano a tenere lontani gli spiriti maligni (con funzione quindi apotropaica).
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