CREDERE NELLA MAGIA


"Chi non crede nella Magia é destinato a non incontrarla mai." Roald Dahl

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domenica 21 aprile 2013

ENERGIE POSITIVE ED ENERGIE NEGATIVE

Sempre a proposito di energie positive e negative ce la dicono lunga ancora i filosofi sia stoici che epicurei. I primi sostengono che l'uomo debba mantenere un atteggiamento di parziale distacco nei confronti delle forti emozioni che si trova s vivere ... Come se stesse guardando un po' dall'alto la sua vita. In questo sono molto vicini gli stoici ai buddisti per la loro concezione della vita. Gli altri invece, gli epicurei, pongono alla base dell'atteggiamento di cui prima, la ricerca del piacere, ma non tanto fine a se stessa, quanto come accettazione degli eventi della vita, belli o brutti che siano. Un'accettazione di cui parla anche il famoso psicoterapeuta R. Morelli in diversi saggi da lui scritti e pubblicati. L'accettazione di cui egli parla si chiama "porgi lo sguardo su...". Amuleti e talismani sono da considerarsi oggetti che potrebbero aiutare l'uomo ad accettare con più serenità le vicissitudini della vita. E una protezione per le inevitabili avversità che si incontrano.
Un'interessante considerazione da fare, a proposito di Epicuro e' che la sua filosofia si avvicina, in qualche modo a quella buddista quando afferma che il dolore e la sofferenza sono inevitabili ma e' importante saperlo gestire con un un po' di distacco emotivo o"terapeutico". Anche con riferimento alla religione induista in cui yin e yang, visti come i due principi opposti tra di loro ma da non ritenere necessariamente positivi e negativi allo stesso tempo, nello stesso momento e nelle stesse circostanze.

Dr. Elio Chiavassa
Psychoterapy

mercoledì 10 aprile 2013

STORIA ANTICA DEGLI AMULETI

AMULETI E TALISMANI

L'amuleto e il talismano si distinguono per le loro caratteristiche.
L'amuleto ha una virtù difensiva e protegge chi lo indossa dalle influenze perniciose degli astri e delle persone, allontana il male, le ferite e la morte.
Il talismano è un oggetto che, secondo le credenze, ha facoltà di esercitare un' influenza straordinaria e positiva.
il termine Amuletum compare per la prima volta in Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia legato all'uso medico.
La rarità della pietra o del materiale di cui era composto un determinato amuleto o il luogo di provenienza conferiva allo stesso il potere magico.
Un'antica credenza asseriva che agli spiriti maligni era impossibile penetrate in qualsiasi oggetto tondo. Ecco perchè, sin dalla loro prima realizzazione, le monete vennero spesso utilizzate come amuleti ma anche come talismani.
Due mani che si stringono se sono rappresentate su di un amuleto servivano a tenere lontano il Fascinum ( sguardo ammaliatore che getta il malocchio).
Invece un occhio su un amuleto poteva essere inteso o per emanare il Fascinum oppure se l'occhio era circondato da animali (vedi mosaico della biblioteca Hilariana di Roma) serviva per allontanare il Fascinum.
Le zanne di cinchiale o le rotelle di corna di cervo erano usate con valenza difensiva e protettiva.
Gli amuleti, come pure i talismani, potevano avere incise formule magiche.
I Tintinnabula invece erano una sorta di campane in metallo (bronzo di solito) che servivano a tenere lontani gli spiriti maligni (con funzione quindi apotropaica).

MAGIA BIANCA Dr. Chiavassa

Magia bianca
Nei confronti della magia gli studiosi di questo settore consigliano di adottate un atteggiamento di apertura mentale che consente di comprendere le esperienze dei nostri simili anche in culture diverse dalla nostra.
Un esempio molto significativo in questo senso, proviene da un settore di conoscenze abbastanza  recente, l'antropologia culturale che inizia ad essere una scienza umana verso la fine del  XIX sec (diciannovesimo secolo: 1800).
A proposito di magia, un certo Evans Pritchard, un antropologo inglese, negli anni Trenta, compi' degli studi sulle credenze degli azande, popolazione del Sudan meridionale e riuscì a mettere in luce il fatto che questi popoli riportassero ogni accadimento nella loro vita quotidiana a spiegazioni che rimandavano alla magia e alla stregoneria. Queste spiegazioni che appaiono alla nostra cultura oltremodo strane e forse, per certi versi, anche strampalate, in realtà, alla luce del modo di leggere il mondo degli azande, quello che Pritchard chiama "quadro di riferimento culturale", si rivelano del tutto chiare e razionali.

Dr. Elio Chiavassa
Psicologo/psicoterapeuta
Professore di Scienze umane

MIGLIORARE IL PROPRIO LINGUAGGIO PNL


I più grandi leader del mondo sono sempre stati i migliori comunicatori del loro tempo. Essi sapevano come fare per accendere l’entusiasmo, far riflettere, cambiare le credenze, motivare, far battere i cuori delle persone cui si rivolgevano. Erano anche maestri nel saper disattivare le critiche riuscendo ad incanalare le forze nella direzione che più gli era congeniale.
Robert Dilts, uno dei più importanti esponenti della Programmazione Neurolinguistica a livello mondiale, ha studiato le strutture linguistiche dei maggiori leader e comunicatori della storia e ne ha estratto i modelli denominati Sleight of mouth (giochi di parole) che reincorniciano le affermazioni dei critici, ne cambiano le dimensioni rispetto al contesto, e ne utilizzano la forza propulsiva a proprio uso e consumo, così come alcune arti marziali fanno rispetto allo slancio del rivale attaccante.
Per esempio, qualora voi vogliate vendere un’automobile usata e vi sentite fare la critica secondo cui l’auto costa troppo, potete rispondere secondo i seguenti schemi linguistici:
  1. Cambiare il risultato: “Lei dice che costa troppo? Effettivamente questa casa dà moltissime cose che altre case in periferia non danno e, quindi, il suo valore è molto alto”.
  2. Cambiare le dimensioni temporali, spaziali, ecc., della cornice: “Lei dice che costa troppo… ma rispetto alle auto sue concorrenti, che hanno le stesse prestazioni in termini di spazialità, prestigio, consumi, costa circa il 30% in meno”.
  3. Reincorniciare il contesto: “Lei dice che costa troppo… ma ad un costo elevato corrisponde una qualità elevata che si traduce in bassi costi di manutenzione e alta valutazione in caso di vendita dell’usato”.
  4. Reincorniciare il contenuto: “Lei dice che costa troppo? Scommetto che lei non conosce molte auto di questa classe che costano così poco e danno così tanto”.
  5. Gerarchia di valori: “Lei dice che questa auto costa troppo ma… cosa è il suo prezzo rispetto alla consapevolezza di avere un’auto dalla linea nuovissima, potente nei sorpassi, sicura nella tenuta di strada e in caso di crash, che consuma pochissimo gasolio, e che mantiene il suo valore negli anni?
  6. Controesempio: “Lei dice che quest’auto costa troppo eppure se lei vede su Quattroruote o se va a fare una visita dai rivenditori dell’usato troverà lo stesso modello ad un prezzo superiore di almeno il 15%”.

    Adesso valutiamo un’altra critica che potremmo sentirci rivolgere da chi è indeciso se finanziare un nostro progetto avveniristico.


  7. Reincorniciare le critiche: “Ha paura che il progetto fallisca? È naturale che lei ci tenga tanto a investire positivamente i suoi denari”.
  8. Capovolgere le critiche: “Ha paura di perdere i suoi denari in questo investimento? Ma quanto le costerà rinunciare ad un investimento che le può far ritornare il 20% e lasciar erodere i suoi soldi dall’inflazione?”
  9. Trasformare le critiche in domande: “Le sembra un progetto irrealistico? Come potremmo rendere più realistico e concreto questo progetto?”

    Un’altra tecnica è quella di reincorniciare le parole, oppure cambiarne le dimanzioni rispetto al contesto, utilizzando gli aggettivi per noi più funzionali.

  10. Reincorniciare le parole: inflessibile=responsabile; insincero=giocherellone; avaro=parsimonioso; noioso=tranquillo; sempliciotto=amichevole; spendaccione=generoso; distratto=immaginativo; rompiscatole=attento critico; puntiglioso=preciso; mentire=raccontare favole; sordo=audioleso; storpio=disabile; ecc.
  11. Chunking down: “Tu non sei brutta, hai solo le orecchie un po’ grandi; tu non sei un’asino, hai solo un po’ di difficoltà in matematica; non sei una schiappa a tennis, devi solo imparare meglio il rovescio; non sei sull’orlo del fallimento, hai effettuato alcune operazioni rischiose che devi far rientrare”.
  12. Chunking up: “Tu non sei brutto, hai un viso fuori del comune; non sei litigioso, difendi i tuoi principi non negoziabili”.
  13. Intenzione positiva: “Mi fa piacere che tu non mi dia subito la risposta: mi piacciono le persone riflessive, perché hanno più tempo per comprendere i vantaggi che offre il mio prodotto”.
 
Se quindi studierete questi schemi linguistici prima di presentare le vostre idee sarete certi di avere gli strumenti necessari per disinnescare ogni tipo di critica e portarla dalla vostra parte.

DESIDERO UNA VITA MIGLIORE

Tutti desideriamo una vita di felicità e realizzazione in molti aspetti della nostra vita.
E’ ormai dimostrato scientificamente dalla fisica quantistica che sono le nostre convinzioni più profonde, le nostre attitudini e le nostre aspettative a modellare la nostra esperienza di vita.
Per esempio, se desideriamo il successo ed il benessere materiale, ma le nostre convinzioni subconscie ed le nostre emozioni sono del tipo “io sono un fallito” o “non mi merito la ricchezza”, nonostante i nostri sforzi, continueremo ad attrarre esperienze di vita che ci confermano queste “verità” che sono scritte nel nostro subconscio.
Per questo motivo si dice che sono le nostre convinzioni subconscie che “creano” la nostra realtà.
Ciò che rende unico il ThetaHealing è che ci consente di raggiungere rapidamente uno stato di reale armonia spirituale, emozionale, mentale e fisica.
A differenza di altre tecniche complesse e lunghe, infatti, il ThetaHealing consente di modificare le nostre convinzioni in poche sessioni di lavoro.
Le nuove informazioni sono elaborate a livello subconscio e cellulare, modificando le convinzioni limitanti ed insegnando al nostro corpo come ci si sente ad essere felice, meritevole del successo ed in salute.
Attraverso il ThetaHealing, infatti, si possono riprogrammare direttamente le convinzioni subconscie con convinzioni potenzianti ed insegnare alle cellule del corpo nuovi sentimenti ed emozioni.
Si può, ad esempio, insegnare ad una persona che soffre di depressione come ci si sente ad essere felici.
La persona depressa ha già la capacità di percepire la felicità, ma le sue cellule non hanno i recettori per identificarla. Attraverso il ThetaHealing è possibile aprire nuovi recettori che sappiano riconoscere questo sentimento.

sabato 6 aprile 2013

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