La volta scorsa ho descritto le leggi della percezione che sono alla base dei nostri comportamenti e che sono gli stessi che ci fanno apparire le cose diverse da quelle che sono. Questo aspetto, che riguarda anche la magia, e' sempre stato oggetto di studio da parte dei filosofi, e, in particolare da Platone che narra il mito della caverna. Difendendo la figura di Socrate, suo maestro, dall'accusa di empietà, per aver corrotto i giovani con le sue idee, peraltro molto progressiste per quei tempi, Platone lo descrive come un uomo comune, che, dopo aver vissuto per anni prigioniero on una caverna e aver visto le ombre degli oggetti susseguirsi dalle finestrelle, decide di uscire da essa.
A questo punto l'ex-prigioniero si accorge che le cose intorno a lui hanno decisamente un aspetto diverso da quello di prima (pura illusione). Ora lo schiavo si e' liberato dalle catene che lo tenevano legato (le convenzioni sociali) e pensa in modo libero e disinteressato. E' pronto dunque, per ridiscendere nella caverna per comunicare a tutti gli altri compagni, ancora schiavi, che possono riscattarsi dalla loro condizione di grave oppressione, ma purtroppo, nessuno di loro gli credette, scambiando ancora una volta quelle false illusioni (proposte dai sofisti nei loro elaborati ed inconcludenti discorsi) con la realtà.
Dr. Elio Chiavassa
Psychoterapy
http://curareconlapsicologia.blogspot.it
martedì 7 maggio 2013
Recensione di Illusione e percezione D.r. Chiavassa
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