CREDERE NELLA MAGIA


"Chi non crede nella Magia é destinato a non incontrarla mai." Roald Dahl

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domenica 12 maggio 2013

Recensione su Tylor e l'animismo

I primi antropologi che hanno studiato i fenomeni religiosi, avevano una prospettiva di tipo evoluzionista: essi cercavano di capire quale fosse stato il percorso attraverso cui gli uomini erano giunti alle forme religiose monoteiste, ossia alle religioni da essi considerate più evolute. Il punto di partenza, secondo l'ottica evoluzionista, erano le religioni primitive, che secondo alcuni, non potevano essere considerate delle vere e proprie religioni bensì dei semplici tentativi di spiegare la vita e la morte. Per l'antropologo inglese E. Tylor, ogni religione, da quelle primitive a quelle più evolute, trovava le sue origini in qualche forma di animismo, ossia nella convinzione secondo cui, all'interno di corpi comuni esiste l'anima. In altre parole nella tendenza degli uomini a trovare in se stessi e nelle diverse espressioni della natura delle forze soprannaturali. Nelle forme religiose poi l'animismo si esprimeva nel politeismo, ossia nella credenza in vari dei, ognuno dei quali rappresentante di una forza della natura, come il dio del raccolto, della fertilità della pioggia, della guerra ecc. Ad esempio e' nota l'idea di Tylor secondo la quale, all'esistenza di spiriti nell'aldila' e' associata l'idea che i corpi materiali hanno anch'essi un'anima, credenza che sta alla base della cultura degli indiani d'America o degli Egizi che praticavano dei riti dedicati agli elementi naturali e a una serie di animali dotati di particolari poteri.

Dr. Elio Chiavassa
Psychoterapy
http://curareconlapsicologia.blogspot.it

Recensione su La dimensione del sacro

In tutte le società, del presente e del passato, si trovano delle forme religiose, dei sistemi di credenze e delle pratiche, come quelle magiche, che mettono l'uomo di fronte ad una dimensione sacra della vita, della natura e che indicano l'esistenza di svariate forme della natura, forze superiori, oppure un'unica forza un unico Dio (monoteismo).
Certo esistono delle religioni "senza Dio", come il Buddismo, anche se considerata una religione della predestinazione, alla pari del cristianesimo. Altri sistemi di credenze "senza Dio" sono quelli degli aborigeni dell'Australia centrale. In questi casi e' stata elaborata una cosmologia sull'origine del mondo, come avevano fatto gli antichi filosofi greci e della Magna Grecia presocratici. Presso queste popolazioni sono stati indicati dei riti, una morale e forme di rapporto con il sacro che rivelano l'esigenza dell'uomo di darsi delle spiegazioni, di trovare dei punti di riferimento che vadano al di la' della sfera umana e dei suoi limiti.

Dr. Elio Chiavassa
Psychoterapy
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mercoledì 8 maggio 2013

Recensione su Demoni e Dei Egizi

Continua l'affascinante viaggio nella cultura egizia, per capire come divinità, anche legate al mondo della terra e soprattutto agli aspetti religiosi, s'intreccino con la vita quotidiana degli uomini.
Aperi , divinità egizia raffigurata in forma di coccodrillo o di serpente, capo dei demoni che ogni notte assalivano il dio Ra. Questa divinità e' simile nella pronuncia ad Hapi, anche molto importante, perché simboleggiava lo spirito del Nilo da cui dipendevano le inondazioni e la fertilità.
Possiamo intuire facilmente la contrapposizione tra Aperi e Ra: quest'ultimo, dio del sole, aveva un antagonista femminile chiamato Raettaui.
Seth, invece, originariamente era il dio dell'Egitto Superiore. Nella lotta che precedette l'unione dell'Egitto Superiore con quello Inferiore, Seth ebbe la peggio e fu rimpiazzato da Horus e divenne così il dio del male e della corruzione. E' raffigurato come un animale con muso aguzzo e lunghe orecchie puntute, certamente animale di deserto o di steppa. Simboleggiava la bufera, la guerra e la violenza.

Dr. Elio Chiavassa
Psychoterapy
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martedì 7 maggio 2013

Recensione di Illusione e percezione D.r. Chiavassa

La volta scorsa ho descritto le leggi della percezione che sono alla base dei nostri comportamenti e che sono gli stessi che ci fanno apparire le cose diverse da quelle che sono. Questo aspetto, che riguarda anche la magia, e' sempre stato oggetto di studio da parte dei filosofi, e, in particolare da Platone che narra il mito della caverna. Difendendo la figura di Socrate, suo maestro, dall'accusa di empietà, per aver corrotto i giovani con le sue idee, peraltro molto progressiste per quei tempi, Platone lo descrive come un uomo comune, che, dopo aver vissuto per anni prigioniero on una caverna e aver visto le ombre degli oggetti susseguirsi dalle finestrelle, decide di uscire da essa.
A questo punto l'ex-prigioniero si accorge che le cose intorno a lui hanno decisamente un aspetto diverso da quello di prima (pura illusione). Ora lo schiavo si e' liberato dalle catene che lo tenevano legato (le convenzioni sociali) e pensa in modo libero e disinteressato. E' pronto dunque, per ridiscendere nella caverna per comunicare a tutti gli altri compagni, ancora schiavi, che possono riscattarsi dalla loro condizione di grave oppressione, ma purtroppo, nessuno di loro gli credette, scambiando ancora una volta quelle false illusioni (proposte dai sofisti nei loro elaborati ed inconcludenti discorsi) con la realtà.

Dr. Elio Chiavassa
Psychoterapy
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Recensione su FINE DI UNA STORIA

Quando due persone si separano e terminano una storia quasi sempre una delle due parti soffre mentre l'altra se ne va' come presa da un influenza che gli annebbia le sensazioni...
Sorge una domanda spontanea... Ma come può una persona che il giorno prima diceva di amarti alla follia, oggi non ti vuole più neanche sentire, non soffre per la lontananza, non ti cerca, non prova più nulla???
Sicuramente dentro di lei non è' stato un cambiamento improvviso ma è' stato un susseguirsi di eventi sgradevoli che hanno segnato giorno per giorno i suoi sentimenti fino a raggiungere una consapevolezza che tutto ciò che ha sopportato e' superiore alla parte bella del rapporto.
E' come un bicchiere d'acqua, se ci metti dentro una goccia di acqua alla volta dopo un certo periodo il bicchiere e' pieno e l'acqua strabocca.
E' necessario intervenire con un Sortilegio appositamente preparato per far tornare il senso di astinenza dall'amore perduto.
Se ti trovi in questa situazione contattami ti Aiuterò

lunedì 6 maggio 2013

Recensione su Magia e percezione (2' parte)

Ora voglio illustrarvi alcune note riguardo alla psicologia della forma, in tedesco "gestalt" (ge si pronuncia ghe) e della percezione.
Innanzitutto voglio precisare che esistono delle leggi universali della percezione che dipendono esclusivamente da come sono fatti i nostri organi di senso. Occupatisi di come essi funzionano, soprattutto la vista, gli psicologi della Gestalt, affermatisi in Germania, si avvalsero anche dei preziosi contributi dei fisiologi che invece erano più interessati alle reazioni mediche e biologiche degli individui.
I principi della Gestalt, furono scoperti da Max Wertheimer e vanno sotto il nome di principi di Wertheimer. Alcuni iniziali sono il principio della vicinanza, della somiglianza, della contiguità spazio-temporale. Il primcipio della vicinanza afferma che se due o più cose sono vicine tra di loro tendono ad essere percepite come un'unica unita' d'insieme. Ad esempio due oggetti sul tavolo. Allo stesso modo tendono a formare un'unità percettiva due elementi che si assomigliano. Ad esempio due stelle, anche di dimensioni e colori diversi in mezzo ad altri oggetti a forma di cerchio.
Un altro principio gestaltico si definisce del "destino comune", poiché riguarda elementi che seguono uno stesso criterio percettivo, come ad esempio tanti puntini, di solito illuminati, che formano la scia di una stella cometa, come quelle che siamo soliti osservare a Natale e che destano particolarmente la nostra attenzione. Tendiamo a percepire la coda della stella più lunga di quanto si presenti dal punto di vista fisico. E' interessante notare che alcuni elementi che noi percepiamo e che crediamo esistano nella realtà fisica, in verità trovano corrispondenza solo nel nostro sistema percettivo e solo in esso, dal momento che non hanno alcuna corrispondenza dal punto di vista fisico. In filosofia si dice che esistono fenomenologicamente, importante avverbio che ha come radice la parola "fenomeno". Così possiamo tentare di contare i punti luminosi della stella cometa, tornando all'esempio precedente, ma ci accorgeremo presto che essi sono di meno di quelli che credevamo di aver visto con gli "occhi della mente".

Dr. Elio Chiavassa
Psychoterapy
http://curareconlapsicologia.blogspot.it